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domenica 25 dicembre 2011

Sette Film Che A Natale Guardi Sempre






Ah, il Natale.
L'unico periodo dell'anno in cui il palinsesto televisivo cambia in meglio. Messe in pausa le trashate Mediaset e le vetuste fiction di RaiUno, per l'unica volta in 365 giorni, cominci a considerare il telecomando con occhi diversi, arrivando persino ad essere indeciso tra due-tre canali.
Trasmettono ogni anno gli stessi film, ma ogni anno non puoi fare a meno di sederti sul tuo divano e pronunciare il tuo catodico 'presente' all'ennesima visione di Una Poltrona Per Due, Gremlins, Ricomincio Da Capo e via dicendo.
Li conosci a memoria, ormai; Eddie Murphy nei panni di Valentine (l'unico film che abbia azzeccato in vita sua) ti fa ridere anche la ventesima volta che lo vedi riacquistare miracolosamente le gambe e la vista in Central Park, hai identificato Bill Murray con Babbo Natale da quando avevi 8 anni e, alle soglie dei 26, trattieni a stento la lacrimuccia sulla canzoncina finale del Canto di Natale della Walt Disney.
E' la magia del Natale, baby: scartare regali, prendere delle sòle clamorose, darne altrettante, strafogarsi di pandori, rimuovere chirurgicamente i canditi dal panettone, intascare dindini dagli ultimi parenti anziani che ti sono rimasti, per poi sperperarli a carte, e stabilire una malsana simbiosi con stufe, termosifoni e caminetti.
Fosse così sempre, forse non avrebbe lo stesso sapore.


7- Mamma, Ho Perso l'Aereo



6- I Gremlins



5- Ricomincio Da Capo




4- Festa In Casa Muppet



3- Una Poltrona Per Due



2- Sos Fantasmi



1- Canto di Natale





Note a margine:

- frequentare certi soggetti in tenera età ha ridotto Macaulay Caulkin in condizioni simili.

- da bambino i Gremlins cattivi mi facevano una paura cosmica.

- non spenderò ulteriori parole per elogiare Bill Murray, che poi si potrebbe pensare che sia gay.

- a onor del vero, non vedo da una vita il film natalizio dei Muppet, ma è stata la mia prima volta al cinema e andava inserito in top 7 solo per quello.

- Una Poltrona Per Due è l'unico film in cui Eddie Murphy mi faccia ridere di gusto.

- la canzoncina finale "Dire Buon Nataleee" del Canto di Natale versione Disney mi fa scendere la lacrimuccia ogni benedettissimo 25 dicembre, ma credo di averlo già detto.


Auguri!



giovedì 8 dicembre 2011

SetteFigheAstrali




Veniamo alla top7 più attesa (da me, sicuramente), con una doverosa premessa: sono un femminista nato. Ritengo obsoleta e priva di senso la distinzione tra sesso debole e sesso forte, anche perchè sarebbe interessante rivalutarne i rispettivi ruoli e parto dal presupposto che una donna sia a) più capace; b) più scaltra; c) più attraente di un uomo. Insomma, è una vittoria netta.
Detto questo, le 7 donzelle di cui sotto non c'entrano una mazza con disquisizioni sessiste e/o antropologiche: sono semplicemente le 7 donne più belle del pianeta, secondo me: quelle che se mai le incontrassi per strada arrossiresti mettendo in subbuglio il tuo sistema cardiocircolatorio e avresti quasi il terrore di sfiorarle. Perchè a parole siamo tutti bravi, e davanti a un monitor con delle foto come queste pensiamo alle migliori/peggiori porcate, ma a fatti (e non pugnette), la verità è che ci scioglieremmo come ghiaccioli all'inferno, una volta incrociato il nostro sguardo con il loro. E sarebbe la fine.
Una bella fine, direi.


7- Carla Gugino (la potete vedere/ammirare in Watchmen, Sin City e nella quarta stagione di Californication)



6- Mila Kunis (Codice Genesi, American Psycho 2, Il Cigno Nero etc)



5- Marion Cotillard (Contagion, Midnight In Paris, Inception etc)




4- Deborah Ann Woll (True Blood)



3- Christine Hendricks (Mad Men, Firefly, Drive)



2- Zooey Deschanel (Weeds, 500 Days Of Summer, Yes Man e da quest' anno The New Girl)



1- Olivia Wilde (House, Tron Legacy, Cowboys And Aliens)




E, sì, ho una appena percettibile fissazione per gli occhi chiari; determinare l'ordine di gradimento è stata un'impresa più che ardua; la combinazione capelli rossi+occhi verdi=WIN; non mi piace Megan Fox (e mi sta cordialmente sulle balle); Zooey Deschanel è LA fidanzata ideale e Olivia Wilde, tra tutte, è così bella che è lecito chiedersi se esista veramente; Melanie Laurent, Angelina Jolie e Michelle Monaghan sono state rinunce dolorose ma necessarie; per le altre mi limito a dire che sono semidivinità scese sulla Terra per caso e miracolo.
Concludo dicendo che probabilmente, tempo permettendo, serve un'altra top7 per le fighe astrali del passato, che a Claudia Cardinale, Barbara Bouchet, Florinda Bolkan e compagnia bella è impossibile non dedicare neanche un pixel.

Prossima Puntata: SetteFilmCheANataleGuardiSempre

giovedì 24 novembre 2011

SetteFilm




Cristo quant'è difficile sceglierne sette..vabbè, conto di rifarmi in futuro con top 7 specifiche per genere. Diosanto, non c'è neanche uno Star Wars, un film di Polanski, Leone, Tarantino o Lynch...odio queste classifiche.

7- 8 e 1/2




6- Old Boy



5- Il Padrino



4- Arancia Meccanica



3- Il Settimo Sigillo


2- Shining



1- Blade Runner


Mi piacerebbe dissertare a lungo su come Blade Runner sia IL film perfetto (e su come gli altri 6, a mio parere, ci vadano molto vicino), ma diventerei stucchevole, noioso e prolisso. Amen.


Prossima Puntata: SetteFigheAstrali

giovedì 10 novembre 2011

SetteComics





Top 7 con una precisazione: mi sono avvicinato ai comics anglo-americani da un paio d'anni; ho ancora qualche pietra miliare da recuperare (Sandman, Batman: Anno Uno, Killing Joke, L'Ultima Caccia di Kraven, per citarne alcuni) e molti tesori nascosti da scoprire. Allo stato attuale, e con molta indecisione per alcune posizioni (tipo il Conan di Busiek e Cary Nord, Arma X di Windsor-Smith, All-Star Superman di Morrison e tanti altri depennati illustri) queste sono le storie che più mi hanno impressionato.


7-
Civil War



6- V Per Vendetta



5-
Preacher



4- Kingdom Come



3- Marvels



2- Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro



1- Watchmen



Non c'è storia, Watchmen è IL fumetto, per eccellenza. Un capolavoro indiscutibile per come riesce a conciliare forma e sostanza, per come scava fino alle viscere del concetto di supereroe, per come usa la figura del superuomo allo scopo di ricavarne un saggio sulla natura umana. I disegni di Dave Gibbons non hanno nulla di rivoluzionario, anzi, sono quanto di più classico si possa trovare, ed è un bene, perchè non rubano l'attenzione ad una storia, che definire stupenda è riduttivo.
Sulla scia del lavoro di Alan Moore, il Cavaliere Oscuro di Frank Miller, meno universale e metafisico nel contenuto, ma non per questo inferiore: una feroce critica al mondo dei mass-media (e sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Miller dell'andazzo attuale del settore 'informazione'), mentre un vecchio e malandato Bruce Wayne continua la sua crociata personale contro il crimine e un mondo che non ama.
Terza e quarta piazza per un Alex Ross che sarebbe riduttivo definire 'disegnatore': le tavole dell'artista inglese sono semplicemente spaventose nella loro bellezza fotorealistica. Marvels ha una storia tanto semplice quanto intrigante per come posiziona l'universo Marvel dal punto di vista del lettore, consegnando all'illustratore la possibilità di dare libero sfogo al suo estro grafico, con risultati strepitosi.
Diverso il discorso per Kingdom Come: la storia di Mark Waid ha una portata epica tale che solo Alex Ross avrebbe potuto trasformare in immagini adeguate alla grandezza degli eventi narrati; valga per tutte la spettacolare sequenza dello scontro tra Superman e Capitan Marvel.
E dallo stile iper-realista e michelangiolesco di terza e quarta posizione, si passa al grottesco tratto di Steve Dillon per il predicatore ideato da Garth Ennis: un folle e allucinato viaggio on the road sulle tracce di Dio, tra famiglie cannibali, angeli cocainomani e discendenti ritardati di Gesù Cristo. Una storia che ti entra nel cuore, dei personaggi adorabili nelle loro debolezze e fallibilità, nonostante un finale che è godibile ma non all'altezza dei capitoli precedenti.
Torna Alan Moore, in sesta piazza, con V Per Vendetta, altra grande storia, troppo semplificata dal film (che comunque non nascondo di avere apprezzato), ma che rispetto a Watchmen soffre di una pesantezza più evidente in alcune fasi di lettura. Certo, rimane il rimpianto di avere sostanzialmente perso uno dei più grandi fumettisti di sempre, preso com'è da tutte 'ste boiate alchemico-stregonesche. Mah.
Chiude Civil War, l'unico maxi-evento della Marvel ad avere anche una (quantomeno) parvenza di valore più profondo del semplice riscontro commerciale: lo scontro tra Iron Man e Capitan America, ideato da Mark Millar, nasconde molto più che un semplice pretesto per scazzottate furiose, che tanto fanno sbavare i teenager, ma lo spunto per una riflessione sul valore della libertà e sul concetto di "patente di libertà" (citofonare Santoro-La7). Preso come semplice divertissement, comunque, Civil War diverte, emoziona ed è una gioia per gli occhi con i disegni di un plastico ed efficace Steve McNiven.


Prossima Puntata: SetteFilm

lunedì 24 ottobre 2011

SetteLibri







Altra top 7 molto sofferta, considerando l'assenza di libri che mi è dispiaciuto finire come Il Grande Sonno di Raymond Chandler, Io Sono Leggenda di Matheson, Il Fu Mattia Pascal o Il Giocatore di Dostoevskij. Ho scelto di getto, ed è superfluo dare ulteriori spiegazioni.


7- La Casa Del Sonno



6- Il Vecchio Che Leggeva Romanzi D'Amore



5- La Strada



4- Il Signore Delle Mosche


3- Pulp


2- Soffocare


1- Metamorfosi



Prossima Puntata: SetteComics

giovedì 6 ottobre 2011

SetteSerieTv


Altra top 7, altri bagni di sangue, in attesa di recuperare Breaking Bad e Battlestar Galactica. Ero tentato dall'inserimento di House, ma le ultime 2 stagioni di eccessi caricaturali e forzature sentimentali (per me l'ultimo episodio veramente bello è Broken, season opening della sesta) mi hanno indotto al ripensamento.


7- Romanzo Criminale



6- Firefly



5- Six Feet Under



4- Dexter



3- Twin Peaks



2- Lost



1- X-Files


X-Files resta inamovibilmente il telefilm del mio cuore, nonostante le ultime due (evitabili) stagioni. Perchè Fox Mulder è il prototipo ante-litteram del nerd sognatore, perchè ha in parte segnato il mio immaginario, perchè mi ha fatto provare i primi veri brividi di paura e perchè sull'anta destra del mio armadio, accanto al poster di Pulp Fiction, campeggia tuttora la foto di un UFO con la scritta I Want To Believe.
Nonostante un finale alla cazzo, segue Lost, che
, oltre ad avere un consistente valore affettivo, è stato anche il motore del ritorno di fiamma per le serie tv; poi Twin Peaks, sul quale mi sembra superfluo dire qualcosa, e Dexter, per il modo in cui affronta un tema che adoro (il sottile confine tra Bene e Male), nonostante una terza stagione non all'altezza e un finale di quinta fastidiosamente resettante.
Una menzione speciale la merita Six Feet Under, in virtù di 5 stagioni meravigliose, e del finale di serie più bello che abbia mai visto: continuo ad adorare l'affascinante controsenso su cui poggia l'intero telefilm, per cui una famiglia di becchini sia la migliore rappresentazione televisiva della Vita.
Due parole su un recente recupero qual è Firefly di Joss Whedon: un'eccellente serie sci-fi misteriosamente troncata alla prima stagione, con personaggi carismatici e per i quali si prova simpatia/affetto fin dalla prima inquadratura; io ancora mi interrogo sui motivi del boom planetario di Buffy (che è l'unica cosa partorita da Whedon che non riesco ad amare), a dispetto di questo piccolo gioiello di fantascienza.
Dulcis in fundo, Romanzo Criminale: la migliore serie tv italiana di sempre. Senza cazzi. Ne è prova l'interesse della HBO per trasmetterla in America, senza remake: così com'è.
Perchè Stefano Sollima e il gruppo di sceneggiatori fanno un lavoro eccellente nel dipingere l'ascesa e il crollo di una banda di ladruncoli da 4 soldi, trovatisi improvvisamente a comandare su Roma.
Perchè gli attori finalmente recitano davvero, la regia non è il solito compitino squallido alla Don Matteo, gli intrecci appassionano e l'uso delle musiche è da maestri (ve lo dice uno che è riuscito ad apprezzare persino l'utilizzo di Vasco nella colonna sonora).
Imperdibile, insomma.
Ripensandoci, forse è stata la top 7 più semplice.


Prossima Puntata: SetteLibri

mercoledì 21 settembre 2011

SetteDylanDog







Festeggiato da poco il numero 300 (classico episodio surreal-celebrativo senza infamia nè lode) e i 25 anni di vita editoriale, dedichiamo questa top 7 al personaggio dei fumetti che più di ogni altro mi ha influenzato/segnato; sin da quando, alla tenera età di 8 anni, chiesi alla nonna di comprare quel mitologico n° 70 (Il Bosco Degli Assassini), stregato dalla splendida copertina e da alcune vignette che già alla prima occhiata mi avevano terrorizzato e incuriosito allo stesso tempo (teste esplose e mani mozzate...i vecchi tempi in cui lo splatter andava di moda).
Potrei scrivere per ore ma mi limito a dire, senza troppi giri di parole, che probabilmente sarei una persona molto diversa se non avessi chiesto a mia nonna quelle 2.700 lire. E penso che se mai dovessi fare una top 7 dei soldi meglio spesi, ai primissimi posti ci sarebbero sicuramente questi spiccioli.
Vai con i 7.


7- Titanic (n°90 testi: Chiaverotti - disegni: Piccatto)


6- Goliath (albo speciale n°13 testi: Ruju - disegni: Mari)


5- Necropolis (n°212 testi: Barbato - disegni: Freghieri)



4- Sogni (albo speciale n°7 testi: Sclavi - disegni: Freghieri)



3- Margherite ( albo gigante n°2 testi: Sclavi - disegni: Ambrosini)


2- L'Alba Dei Morti Viventi (n°1 testi: Sclavi - disegni: Stano)


1- Il Lungo Addio (n°74 testi: Sclavi & Marcheselli - disegni: Ambrosini)



Se non si fosse capito, sono un grande fan delle storie che vedono Dylan inserito in dinamiche di gruppo, o in situazioni fuori dall'ordinario schema cliente-colloquio a casa di Dylan-risoluzione del caso.
In questo senso, Titanic è la storia che rileggo più spesso per l'alto tasso di divertimento che porta con sè (in generale, a dispetto dei molti detrattori, penso che Chiaverotti abbia fatto ottimi lavori con l'Old Boy londinese).
Goliath mette in scena una situazione simile, ma con più finezza. La storia è un palese, ma riuscito, omaggio alle varie edizioni de "La Cosa" (imho, il miglior film di Carpenter); probabilmente le 132 pagine giovano al ritmo e contribuiscono al confezionamento di uno dei migliori speciali dylaniati, grazie anche ai disegni di un Mari perfettamente funzionale alla storia.
Necropolis l'ho inserita per nobilitare le (giustamente) bistrattate produzioni recenti: che il personaggio abbia perso mordente è cosa nota, ma Paola Barbato, insieme a Recchioni e a qualche sporadico spunto di Ruju, Medda e Di Gregorio, sono gli unici a mantenere viva la fiammella dei primi 100 numeri, introducendo qualche novità, senza snaturare la materia prima. Come in molte altre storie dell'autrice milanese, Dylan viene portato a un
tale livello di prostrazione psicologica da arrivare a dubitare dei suoi principi-cardine, cosa non da poco per un idealista convinto com'è il Nostro, e tassello narrativo fondamentale nel garantire alle storie della Barbato una carica emotiva non indifferente.
Freghieri (insieme a quella pippa di Ugolino Cossu) è il disegnatore che mi piace di meno, ma Sogni è una delle storie più belle che Sclavi abbia mai scritto; il futuro psichiatra che è in me mi porta ad essere parziale ma è probabilmente l'episodio con i personaggi secondari meglio caratterizzati. Il Matto ha popolato i miei incubi per diverso tempo, così come la scena finale del ragno gigante, ma è la sensibilità con cui Sclavi descrive il mondo onirico a far elevare sopra la media questo albo speciale, di nome e di fatto.
Ambrosini, invece, è il disegnatore che più rimpiango, dai tempi del Guardiano Della Memoria (n° 108, da lui scritto e illustrato); Margherite è una piccola grande poesia su Vita, Morte e Amore, con una delle donne più belle che Dylan Dog abbia mai avuto e uno dei finali più tristi mai letti. Un gioiello raro (e piuttosto difficile da trovare, penso) da custodire gelosamente.
Parlare del numero 1 mi sembra quasi tautologico: leggetelo e avrete un'idea chiarissima di ciò che vi aspetterà almeno fino ai numeri 125-130.
Infine, la storia che, più di tutte le altre, mi è rimasta nel cuore: l'unico albo a fumetti che ho letto con gli occhi lucidi e che ancora oggi mi regala sussulti e nostalgia. Un viaggio nel passato a ricordo di estati svanite, sognate e invocate, dove il vero mostro è la solitudine e il vero Orrore è il tempo che passa inesorabile. Le ultime 2 vignette, l'abbraccio con un Groucho mai così serio, e il Dylan nostalgico seduto alla scrivania rappresentano tuttora la migliore cartolina che mi sentirei di mandare a un amico desideroso di approcciarsi alla lettura di questo fumetto.





Prossima Puntata: SetteSerietv